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Chi è, e di cosa si occupa un "content
manager"
"Content Manager. È il
responsabile e l'ideatore dei
contenuti editoriali del sito,
ne definisce le strategie di
impostazione e garantisce il
loro continuo aggiornamento.
Pianifica il contenuto dei
servizi e la loro pubblicazione:
le figure direttamente impegnate
nella scrittura di testi per il
web si rapportano con questa
figura."
Questa la definizione proposta
da Franco Amicucci nella prima
ricerca sulle professioni del
web in Italia. Un ruolo
complesso, che richiede
creatività, visione strategica,
sensibilità d'informazione, doti
organizzative, di leadership e
di comunicazione.
Il "content" come valore
strategico
La gestione dei contenuti nasce
dalla storica necessità delle
aziende di salvaguardare il
proprio patrimonio informativo
nel tempo. Da sempre le aziende
trasformano l'operatività del
proprio business in migliaia di
documenti. Fino a pochi mesi fa,
la gestione di queste
informazioni era affidata al
knowledge manager, ossia il
responsabile della gestione e
della condivisione delle
conoscenze interne all'azienda.
Con internet le cose sono
cambiate. Rispetto alla classica
gestione documentale, il
processo di content management
si distingue per tre fattori
essenziali :
-
testo, immagini e altri
elementi comunicativi
sono gestiti
contemporaneamente
-
le pagine web si
rinnovano di continuo, a
volte con cadenza
giornaliera
-
si ha un sistema di
gestione collaborativa
del sito, con più figure
che lavorano in team
quali content author,
content designer,
information architect, …
Ma in concreto, che cosa sono
i web content? Per web
content s'intende non solo ogni
dato presente su una pagina web
(es. testo, grafica, immagini,
file audio e video, banner,
...), ma anche tutti quegli
elementi che, pur non apparendo
sul browser, partecipano alla
definizione e al funzionamento
delle pagine. Tra questi
troviamo dunque applicativi e
componenti software che
contengono e detengono la logica
di programmazione del sito,
senza i quali le funzioni
avanzate di un sito non potrebbe
esistere: ricevere ed inviare
ordini, tracciare e registrare
il comportamento utente sul
sito, personalizzare contenuti e
servizi sulla base del profilo.
Le fasi del lavoro sui
content
Come ogni prodotto, anche il
contenuto vive di diverse fasi
di lavorazione. Esse devono
essere gestite con coerenza
logica, evitando vuoti
organizzativi. Bisogna perciò
conoscere e pianificare tutte le
fasi di produzione. Che sono:
produzione: in questa
fase è fondamentale sapere da
dove vengono i contenuti,
decidere quanti e quali è
opportuno comprare da un
provider o da altre fonti
esterne, quali si possono
commissionare ai redattori
interni, quali recuperare da
archivi già esistenti; e poi
definire tempi, costi,
competenze necessarie, parametri
di stile…;
gestione: qui il
contenuto è archiviato e
ordinato in un database; le
domande chiave: che cosa unisce
fra loro i contenuti? cosa li
divide? in quali categorie e con
quali criteri conviene ordinarli
e nominarli?
proposta: qui il
contenuto è offerto al pubblico,
ossia pubblicato sul sito
tenendo come riferimento il
target a cui ci si rivolge. Le
domande chiave di questa fase
sono: che cosa cerca il lettore?
con quali modalità suddivide
quel tipo di informazione? cosa
è per lui molto rilevante e cosa
lo è poco? i criteri di proposta
sono adeguati al suo bisogno?
Conoscere il lettore
Il content manager si pone
sempre una domanda, prima e
durante questo processo: a
chi mi sto rivolgendo?
L'utente di Internet non cerca
quasi mai testi ordinati, corpi
argomentativi che affrontino un
problema in modo completo. Cerca
invece informazioni spicciole,
unità informative ridotte e
specifiche. Sarà poi lui a
unirle in un contesto più ampio,
in base ai propri obiettivi.
La principale sfida che il
content manager deve affrontare
su questo fronte è sviluppare e
utilizzare al meglio un sistema
di content management che sappia
far fronte alle principali
aspettative dei lettori,
ossia:
aggiornamento dei
contenuti costante, dinamico,
ispirato a una logica di
servizio e non di vetrina
facilità nell'accedere,
ricercare e individuare
quantità di informazioni sempre
più coerenti con gli scopi della
propria richiesta capacità di
profilazione del loro
comportamento di lettura, così
da personalizzare al meglio
l'offerta informativa.
E-mail: uno strumento da
curare meglio
Oltre a produrre e gestire le
pagine web, per il content
manager è fondamentale tenere
sotto controllo gli elementi di
feedback del sito.
Le statistiche,
anzitutto.
Ma uno strumento ancora più
potente, non sempre tenuto nella
giusta considerazione, sono le
e-mail inviate dai lettori.
Se ne possono ricavare
indicazioni essenziali per
comprendere fino a che punto si
è riusciti a intercettare le
aspettative del target e, se
necessario, correggere il tiro.
Il successo di un progetto web
dipende dalla sua capacità di
trovare un pubblico interessato
al genere d'informazione o
servizio proposto. Elemento
fondamentale di successo è la
fidelizzazione dei lettori
ai quali va fornita
l'informazione. Con continuità,
serietà, e facilità di accesso.
Chi naviga scrive molto
facilmente, e si aspetta una
risposta. Scatta un meccanismo
del tipo: "mi chiedi di
scriverti e di interagire,
allora vuol dire che cerchi di
parlare con me, e io mi aspetto
che tu mi risponda".
In internet la e-mail assume la
funzione di una lettera a una
redazione, o all'ufficio clienti
di un'azienda. Ma è molto più
facile da scrivere, e molto più
immediata: passa meno tempo fra
il momento in cui si pensa di
scrivere e il momento in cui si
scrive.
Rispondere alle mail che riceve,
e farlo nel migliore dei modi, è
compito del content manager. Un
compito importante almeno quanto
quello di produrre contenuti per
il sito: se risponde in modo
efficace (rapido e accurato),
questo varrà più di mille
proclami esibiti nella sezione
"chi siamo", o "policy" o "philosophy",
o "mission" o simili.
Se vendiamo qualcosa, il lettore
si fiderà più di noi che di un
altro, oppure comprerà da noi
piuttosto che da un altro
perché, come si usa dire, si
fidelizza, ma si potrebbe
anche dire si affeziona così
come ci si affeziona(va) al
fruttivendolo, al lattaio…
E dirà in giro: "quelli del sito
"taldeitali" sono bravi mi hanno
risposto rapidamente e mi hanno
detto quello che volevo sapere".
Una pubblicità eccezionale,
meglio di diecimila banner.
Ma una buona gestione delle mail
porta al content manager altri
benefici:
rapporto con altri siti:
buona parte dei contatti su un
sito nascono dai link che gli
derivano da altri siti: essere
linkati è importantissimo. E
tutte le richieste e le offerte
di scambio link avvengono
tramite mail;
advertising: possiamo
remunerare l'attività di
risposta alle e-mail
introducendo in coda, ben
distinto dall'informazione, un
messaggio pubblicitario sul tema
della richiesta di informazioni.
Una sorta di "permission
marketing";
nuovi collaboratori:
scopriamo che un lettore è
esperto in un certo settore?
possiamo proporgli di
collaborare con noi, e farci
spedire i suoi contributi via
mail (così funziona, per
esempio, la redazione di
Idearium);
centinaia di correttori.
Un'altra opportunità viene dalle
segnalazioni di errori e lacune
nel sito. Inutile offendersi:
anzi, ringraziare per le
segnalazioni e correggere
subito. Il web è il primo medium
davvero collaborativo, e
dall'interazione con i lettori
escono cose importanti per la
vita di un sito. Per esempio, le
mail sono la fonte principale
per i contenuti delle FAQ.
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